Future Marketing: app e geolocalizzazione

L’attenzione crescente nei confronti del mobile advertising, che si inserisce all’interno di un forte incremento degli investimenti nel mondo digitale, e on line in particolare, lascia intuire che ben presto il consumo di internet ed i modelli di business ad esso correlati subiranno un cambiamento significativo.

E questo lo si deve al fatto che un mercato simile racchiude al suo interno potenzialità enormi. L’80% della popolazione italiana possiede un telefono cellulare (per intenderci, solo la tv può vantare una penetrazione superiore pari al 90%), la diffusione degli smartphone ha già superato il 35% e, secondo le previsioni di diversi analisti già nel 2013 gli utenti che si connetteranno al web da un device mobile supereranno, a livello mondiale, quelli che si connetteranno da computer.

A tali dati vanno ad aggiungersi i risultati della ricerca Mobile Marketing & Service: una app non fa primavera‘ della School of Management del Politecnico di Milano sul mercato della comunicazione e dei device mobili, secondo cui, già dal 2010, le aziende che si sono avvicinate a questa realtà sono visibilmente cresciute. I formati più innovativi sono quelli che si stanno diffondendo maggiormente, non solo come semplici sperimentazioni, ma spesso come parte integrante di azioni di comunicazione pianificate anche su altri media. Le aziende stanno infatti comprendendo rapidamente le infinite potenzialità di quello che tende sempre più a configurarsi come un ‘social medium’ (come viene definito da Filippo Renga, responsabile della ricerca ‘Osservatori Mobile Consumer’ del Politecnico di Milano).

Le app brandizzate risultano inoltre lo strumento più gettonato tra i primi 100 top spender italiani, che hanno già provveduto alla realizzazione di ben 58 app nei diversi store (App Store, App World, Android Market e Ovi Store) con una crescita del 176% rispetto l 2009. Per le aziende la necessità di rendersi disponibile in contesti di mobilità ha iniziato a farsi sentire proprio grazie al boom di mobile site e applicazioni per smartphone, insieme a quella di dover/voler offrire un valore aggiunto in grado di stimolare le dinamiche di relazione con la marca.  Ma creatività, tecnologia e capacità di relazione non sempre camminano di pari passo.

In questo contesto anche la geolocalizzazione giocherà senz’altro un ruolo chiave, sia in riferimento ai servizi di prossimità (come il geomapping, la localizzazione di un esercizio commerciale su mappa, la funzione store locator, la possibilità di individuare il negozio più vicino all’utente, o l’utilizzo dei social network basati sulla geolocalizzazione, come Foursquare, Gowalla e Facebook Places.)

A tal proposito un dato interessante è scaturito dalla survey della ricerca del Politecnico, che ha coinvolto oltre 200 area head marketing di spender pubblicitari: il sorpasso della quota degli investitori dei comparti tradizionali rispetto a quelli del settore dei mobile content (le aziende che commercializzano contenuti digitali per il cellulare).

La comprensione del contesto di utilizzo e delle modalità di fruizione di tali device ‘ibridi’ sarà quindi fondamentale ai fini di un ricalcolo dei budget da spendere in comunicazione che, se ad oggi consentono ancora di rilevare uno squilibrio sostanzioso tra le risorse dedicate al web (40 euro l’anno per ogni navigatore) e quelle rivolte ai cellulari (11,2 euro l’anno per i mobile surfer), dimostrano altresì come le aziende abbiano già cominciato a considerare sempre più lo smartphone  un canale privilegiato per comunicare con i propri consumatori.

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6 thoughts on “Future Marketing: app e geolocalizzazione

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